Vendere online, sì, ma come?

conoscere il tuo target e fartelo amico - Ilaria Scremin

Per avere successo nelle vendite online è fondamentale non procedere mai a tentoni. Aprite gli occhi ed osservate bene il mondo che vi circonda. Da chi è popolato? Come funziona? Chi sono i potenziali (o reali) acquirenti di un determinato prodotto? E perché acquistano proprio quello e non un altro simile? Le domande sono davvero molte. La parte difficile del lavoro sta nel darsi le risposte giuste. Solo le risposte giuste rappresentano il giusto punto di partenza per una strategia di comunicazione capace di portare a casa i risultati sperati. E allora, oggi vi invito a leggere il mio intervento su PubblicitaOnline.it, progetto con il quale collaboro da qualche tempo, sul tema “conosci il tuo target e fattelo amico”. Buona lettura!

Come conoscere il tuo target e fartelo amico 🙂

Digital Communications Manager per la regina? Presente!

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Oggi stavo leggendo le notizie del giorno come mia abitudine, quando l’occhio mi è caduto su questo articolo del Corriere, che mi ha spinto ad approfondire la notizia. Ebbene sì, la Regina Elisabetta cerca un social media manager che sia bravo nel suo mestiere, abbia competenze di fotografia, sappia creare contenuti live.

La frase di questo annuncio che mi ha colpito di più è:

This is your opportunity to use your digital expertise to deliver the exceptional.

La frase che mi ha colpito di meno è:

circa £30,000 37.5 hours per week, Monday to Friday.

che diciamocelo, a Londra non bastano per vivere!

Ma loro sono bravi perché subito dopo ti intortano dicendo:

It’s knowing your content will be viewed by millions

Insomma, come in tutte le grandi aziende che si rispettano, cercasi pollo da spennare in cambio di presunta gloria. Però è anche vero che mettere nel cv “2019-2025” Azienda: Royal Communications. Ruolo: Social Media Manager”…..sarebbe davvero il top!

E voi, rispondereste all’annuncio?

Aspirante web copywriter?

creatività e web copywriting - Ilaria Scremin

Oggi voglio consigliarvi di leggere un mio intervento pubblicato su Pubblicitaonline.it, un nuovo blog che curo a 4 mani con Marco Gianfreda, esperto di ecommerce, di imprenditoria online e di marketing online.

L’articolo è dedicato a chi vuole conoscere i 5 segreti per fare del web copywriting efficace

Perché un buon copywriter è scientifico e creativo al contempo. Pensa e crea! Insomma, se volete sapere come incuriosire, divertire, emozionare e vendere con poche parole ma dette bene, ecco 5 dritte da non sottovalutare.

Vi aspetto anche “di là”! 🙂

Ilaria

 

 

5 motivi per cui “Content is King”

Il content marketing non è nato ieri, eppure ultimamente se ne parla sempre di più, anche tra i non addetti ai lavori. Che il contenuto sia “il re”, insomma, ormai è risaputo. Lo sa chi sta dietro le quinte, lo sanno i clienti. Senza un bel contenuto, fatto bene, interessante, accattivante, capace di attrarre ed incuriosire, non si va da nessuna parte. Immaginate di essere i registi di un film, come per esempio. Una grande sceneggiatura ed un registra esperto sono un’ottima base. Ma come sarebbe, per esempio, Pulp Fiction senza John Travolta? Ai posteri l’ardua sentenza…. E allora, tornando a noi, perchè il contenuto è il re? Ecco spiegati i 5 motivi per cui content is king! 

1 – Il contenuto è lo strumento per fare SEO

Un contenuto prodotto bene aiuta a fare del buon SEO. Io, personalmente, preferisco il cosiddetto “seo manuale”, che mi permette di piegare il linguaggio alle esigenze del motore con una buona dose di gusto e di buon senso. Se lavorate in WordPress e vi sentite meno sicuri, esistono anche dei simpatici plugin, come per esempio Yoast, che vi guideranno nell’impresa. Le regole del seo manuale, ad ogni modo, non sono aleatorie, ma piuttosto precise. Ve ne parlerò in altra sede. Ad ogni modo, senza un buon contenuto  – qualitativamente e quantitativamente interessante – il SEO non si può fare. Dico anche “quantitamente” perchè produrre una buona dose di contenuti intorno ed una o più parole chiave aiuta a costruire un sistema di link che “puntino” tutti nella direzione desiderata ed a sostegno dell’obiettivo prefissato.

2 – Il contenuto incoraggia all’engagement

Il contenuto, sia esso un post pubblicato in un magazine oppure su un social (o entrambi), aiuta l’utente (talvolta inconsapevole) a sviluppare un buon engagement. In breve, se il contenuto è fatto bene, l’utente si soffermerà ad osservarlo, ne rimarrà attratto e coinvolto, e forse perfino lo commenterà o condividerà a sua volta. Assicurati che la condivisione sia sempre possibile e facile! 

3 – Il contenuto genera traffico

Il contenuto aiuta a condurre sempre più utenti sul tuo sito e, sempre se fatto bene, farà sì che questi utenti permangano a lungo sulle pagine del tuo sito. Eh sì, perchè non solo è importante che i tuoi utenti entrino nel tuo sito, ma è anche importante che non rimbalzino via alla velocità della luce!!! Quando il tuo utente entrerà nel tuo sito e vi troverà un bel magazine pieno di contenuti interessanti, sicuramente si soffermerà a leggere e curiosare per lungo tempo! Ecco perchè non solamente devi produrre (o far produrre, se ne hai il budget, che sarebbe davvero l’ideale) un buon numero di contenuti, ma anche fatti bene, interessanti, ricchi di informazione utile, che risponda agli intenti di ricerca del tuo utente.

4 – Il contenuto è un ottimo sales & lead generator

Se il tuo contenuto ha prodotto un buon engagement del tuo utente, che ha letto, commentato e forse anche condiviso, con l’andare del tempo si verrà a creare, in modo naturale (più o meno), una buona brand awareness intorno al tuo nome. La brand awareness è fondamentale per indurre i tuoi utenti a contattarti (lead generation) ed anche ad acquistare (sales generation) i tuoi prodotti. Insomma, acquisirai la giusta dose di autorità tale per cui il tuo solo nome diventerà una garanzia, ed il tuo utente non andrà più a curiosare a destra e a manca in giro per il web per capire se si può fidare di te o meno. Figo no?

5 – Il contenuto dà un valore aggiunto al tuo prodotto (che sia cosa o persona)

E infine, last but not least, il contenuto assegna un valore aggiunto al tuo prodotto. Un valore aggiunto che sicuramente non è tangibile dal punto di vista puramente monetario, ma si misura in termini di rapporto tra l’utente/consumatore ed il brand stesso. Un contenuto che dà valore aggiunto al prodotto è un contenuto che non ha il solo obiettivo di promuovere o vendere, ma che si prefigge di essere utile, istruttivo, di avere un’utilità in qualche modo “superiore” per chi ne fruisce.

Transcreation che passione!

Nei lunghi 15 anni che hanno separato il mio approdo al mondo del lavoro ad oggi, a parte una (seppur interessante – a suo modo – devo ammettere) parentesi di qualche mese presso un istituto bancario, devo dire che ho avuto modo di spaziare da un incarico creativo all’altro. Padroneggiando più che discretamente 3 lingue straniere oltre alla mia lingua madre (requisito fondamentale, anche se spesso dato un pò troppo per scontato), mi sono avventurata nel mondo della comunicazione e del fare comunicazione maturando esperienze in agenzie di comunicazione, web agency, aziende multinazionali e clienti privati.

“Esperienze che mi hanno formato e che mi hanno incuriosito, che hanno plasmato la mia forma mentis (soprattutto nei primi anni) e il mio approccio al lavoro, che hanno ridisegnato il mio senso dell’estetica ed enfatizzato la mia già innata e spiccata sensibilità verso la parola scritta, con le sue incredibili sfaccettature e la sua straordinaria capacità comunicativa”.

Che è data, attenzione, non solo dalla scelta delle parole “giuste”, ma anche dal giusto mix di sensibilità umana, culturale, estetica. E perché no, da una punteggiatura usata con una certa sapienza.

Più del copywriting, più della traduzione!

In questo contesto, una delle “mansioni” che ancora oggi mi riempie di entusiasmo, di carica e di energia, è la transcreation. Molto più di copywriting, molto più di traduzione, la transcreation è l’adattamento di una campagna pubblicitaria già esistente in una lingua straniera, verso la mia lingua madre. Un adattamento che richiede conoscenza delle lingue (entrambe), delle loro potenzialità e delle sfumature di ogni singola parola o modo di dire; dei contesti culturali di riferimento; delle abitudini dei diversi popoli e del loro modo di vedere il mondo. La transcreation è un’operazione attenta, rispettosa di chi ha creato il messaggio di partenza, dell’obiettivo finale e pur tuttavia ad alto impatto creativo. Dove mettere professionalità, intelligenza e creatività.

Transcreation: gli incarichi dal piglio internazionale che mi piacciono

E poi, last but not least, spesso la transcreation mi ha dato l’opportunità di lavorare con clienti stranieri, di conoscere persone, professionalità e colleghi provenienti e residenti in ogni dove. Di sentirmi un pò cittadina del mondo, insomma!

E a voi, la transcreation piace? L’avevate mai sentita nominare? Se fosse possibile, io farei solo quella 🙂