Transcreation che passione!

Nei lunghi 15 anni che hanno separato il mio approdo al mondo del lavoro ad oggi, a parte una (seppur interessante – a suo modo – devo ammettere) parentesi di qualche mese presso un istituto bancario, devo dire che ho avuto modo di spaziare da un incarico creativo all’altro. Padroneggiando più che discretamente 3 lingue straniere oltre alla mia lingua madre (requisito fondamentale, anche se spesso dato un pò troppo per scontato), mi sono avventurata nel mondo della comunicazione e del fare comunicazione maturando esperienze in agenzie di comunicazione, web agency, aziende multinazionali e clienti privati.

“Esperienze che mi hanno formato e che mi hanno incuriosito, che hanno plasmato la mia forma mentis (soprattutto nei primi anni) e il mio approccio al lavoro, che hanno ridisegnato il mio senso dell’estetica ed enfatizzato la mia già innata e spiccata sensibilità verso la parola scritta, con le sue incredibili sfaccettature e la sua straordinaria capacità comunicativa”.

Che è data, attenzione, non solo dalla scelta delle parole “giuste”, ma anche dal giusto mix di sensibilità umana, culturale, estetica. E perché no, da una punteggiatura usata con una certa sapienza.

Più del copywriting, più della traduzione!

In questo contesto, una delle “mansioni” che ancora oggi mi riempie di entusiasmo, di carica e di energia, è la transcreation. Molto più di copywriting, molto più di traduzione, la transcreation è l’adattamento di una campagna pubblicitaria già esistente in una lingua straniera, verso la mia lingua madre. Un adattamento che richiede conoscenza delle lingue (entrambe), delle loro potenzialità e delle sfumature di ogni singola parola o modo di dire; dei contesti culturali di riferimento; delle abitudini dei diversi popoli e del loro modo di vedere il mondo. La transcreation è un’operazione attenta, rispettosa di chi ha creato il messaggio di partenza, dell’obiettivo finale e pur tuttavia ad alto impatto creativo. Dove mettere professionalità, intelligenza e creatività.

Transcreation: gli incarichi dal piglio internazionale che mi piacciono

E poi, last but not least, spesso la transcreation mi ha dato l’opportunità di lavorare con clienti stranieri, di conoscere persone, professionalità e colleghi provenienti e residenti in ogni dove. Di sentirmi un pò cittadina del mondo, insomma!

E a voi, la transcreation piace? L’avevate mai sentita nominare? Se fosse possibile, io farei solo quella 🙂