5 motivi per cui “Content is King”

Il content marketing non è nato ieri, eppure ultimamente se ne parla sempre di più, anche tra i non addetti ai lavori. Che il contenuto sia “il re”, insomma, ormai è risaputo. Lo sa chi sta dietro le quinte, lo sanno i clienti. Senza un bel contenuto, fatto bene, interessante, accattivante, capace di attrarre ed incuriosire, non si va da nessuna parte. Immaginate di essere i registi di un film, come per esempio. Una grande sceneggiatura ed un registra esperto sono un’ottima base. Ma come sarebbe, per esempio, Pulp Fiction senza John Travolta? Ai posteri l’ardua sentenza…. E allora, tornando a noi, perchè il contenuto è il re? Ecco spiegati i 5 motivi per cui content is king! 

1 – Il contenuto è lo strumento per fare SEO

Un contenuto prodotto bene aiuta a fare del buon SEO. Io, personalmente, preferisco il cosiddetto “seo manuale”, che mi permette di piegare il linguaggio alle esigenze del motore con una buona dose di gusto e di buon senso. Se lavorate in WordPress e vi sentite meno sicuri, esistono anche dei simpatici plugin, come per esempio Yoast, che vi guideranno nell’impresa. Le regole del seo manuale, ad ogni modo, non sono aleatorie, ma piuttosto precise. Ve ne parlerò in altra sede. Ad ogni modo, senza un buon contenuto  – qualitativamente e quantitativamente interessante – il SEO non si può fare. Dico anche “quantitamente” perchè produrre una buona dose di contenuti intorno ed una o più parole chiave aiuta a costruire un sistema di link che “puntino” tutti nella direzione desiderata ed a sostegno dell’obiettivo prefissato.

2 – Il contenuto incoraggia all’engagement

Il contenuto, sia esso un post pubblicato in un magazine oppure su un social (o entrambi), aiuta l’utente (talvolta inconsapevole) a sviluppare un buon engagement. In breve, se il contenuto è fatto bene, l’utente si soffermerà ad osservarlo, ne rimarrà attratto e coinvolto, e forse perfino lo commenterà o condividerà a sua volta. Assicurati che la condivisione sia sempre possibile e facile! 

3 – Il contenuto genera traffico

Il contenuto aiuta a condurre sempre più utenti sul tuo sito e, sempre se fatto bene, farà sì che questi utenti permangano a lungo sulle pagine del tuo sito. Eh sì, perchè non solo è importante che i tuoi utenti entrino nel tuo sito, ma è anche importante che non rimbalzino via alla velocità della luce!!! Quando il tuo utente entrerà nel tuo sito e vi troverà un bel magazine pieno di contenuti interessanti, sicuramente si soffermerà a leggere e curiosare per lungo tempo! Ecco perchè non solamente devi produrre (o far produrre, se ne hai il budget, che sarebbe davvero l’ideale) un buon numero di contenuti, ma anche fatti bene, interessanti, ricchi di informazione utile, che risponda agli intenti di ricerca del tuo utente.

4 – Il contenuto è un ottimo sales & lead generator

Se il tuo contenuto ha prodotto un buon engagement del tuo utente, che ha letto, commentato e forse anche condiviso, con l’andare del tempo si verrà a creare, in modo naturale (più o meno), una buona brand awareness intorno al tuo nome. La brand awareness è fondamentale per indurre i tuoi utenti a contattarti (lead generation) ed anche ad acquistare (sales generation) i tuoi prodotti. Insomma, acquisirai la giusta dose di autorità tale per cui il tuo solo nome diventerà una garanzia, ed il tuo utente non andrà più a curiosare a destra e a manca in giro per il web per capire se si può fidare di te o meno. Figo no?

5 – Il contenuto dà un valore aggiunto al tuo prodotto (che sia cosa o persona)

E infine, last but not least, il contenuto assegna un valore aggiunto al tuo prodotto. Un valore aggiunto che sicuramente non è tangibile dal punto di vista puramente monetario, ma si misura in termini di rapporto tra l’utente/consumatore ed il brand stesso. Un contenuto che dà valore aggiunto al prodotto è un contenuto che non ha il solo obiettivo di promuovere o vendere, ma che si prefigge di essere utile, istruttivo, di avere un’utilità in qualche modo “superiore” per chi ne fruisce.

Transcreation che passione!

Nei lunghi 15 anni che hanno separato il mio approdo al mondo del lavoro ad oggi, a parte una (seppur interessante – a suo modo – devo ammettere) parentesi di qualche mese presso un istituto bancario, devo dire che ho avuto modo di spaziare da un incarico creativo all’altro. Padroneggiando più che discretamente 3 lingue straniere oltre alla mia lingua madre (requisito fondamentale, anche se spesso dato un pò troppo per scontato), mi sono avventurata nel mondo della comunicazione e del fare comunicazione maturando esperienze in agenzie di comunicazione, web agency, aziende multinazionali e clienti privati.

“Esperienze che mi hanno formato e che mi hanno incuriosito, che hanno plasmato la mia forma mentis (soprattutto nei primi anni) e il mio approccio al lavoro, che hanno ridisegnato il mio senso dell’estetica ed enfatizzato la mia già innata e spiccata sensibilità verso la parola scritta, con le sue incredibili sfaccettature e la sua straordinaria capacità comunicativa”.

Che è data, attenzione, non solo dalla scelta delle parole “giuste”, ma anche dal giusto mix di sensibilità umana, culturale, estetica. E perché no, da una punteggiatura usata con una certa sapienza.

Più del copywriting, più della traduzione!

In questo contesto, una delle “mansioni” che ancora oggi mi riempie di entusiasmo, di carica e di energia, è la transcreation. Molto più di copywriting, molto più di traduzione, la transcreation è l’adattamento di una campagna pubblicitaria già esistente in una lingua straniera, verso la mia lingua madre. Un adattamento che richiede conoscenza delle lingue (entrambe), delle loro potenzialità e delle sfumature di ogni singola parola o modo di dire; dei contesti culturali di riferimento; delle abitudini dei diversi popoli e del loro modo di vedere il mondo. La transcreation è un’operazione attenta, rispettosa di chi ha creato il messaggio di partenza, dell’obiettivo finale e pur tuttavia ad alto impatto creativo. Dove mettere professionalità, intelligenza e creatività.

Transcreation: gli incarichi dal piglio internazionale che mi piacciono

E poi, last but not least, spesso la transcreation mi ha dato l’opportunità di lavorare con clienti stranieri, di conoscere persone, professionalità e colleghi provenienti e residenti in ogni dove. Di sentirmi un pò cittadina del mondo, insomma!

E a voi, la transcreation piace? L’avevate mai sentita nominare? Se fosse possibile, io farei solo quella 🙂

 

Scrivere per il web o scrivere per l’utente?

Scrivere per il web non è un mestiere affatto facile. Il problema principale, quello che oggi vorrei affrontare, è quello dell’utente finale. Sarà capitato anche a voi, anzi, vi capiterà praticamente ogni giorno, di andare particolarmente di fretta.

Capita a tutti di andare di fretta!

Capita a tutti, dalla mattina alla sera. Andiamo di fretta nel prepararci la mattina, nell’accompagnare i figli a scuola, nel correre al lavoro e così via. Lo stesso vale quando cerchiamo un’informazione online. Telefonino alla mano, sfogliamo rapidamente i risultati di ricerca proposti dal motore per individuare a colpo d’occhio la pagina che secondo noi ci fornirà molto velocemente e senza troppa fatica la risposta al nostro quesito. Anche i quesiti più banali! Come tenere i gerani, ricetta torta di mele, estrazioni del lotto, prezzo di tale o talaltro giocattolo per nostro figlio, e così via. Una vera miniera d’oro di informazioni, purtroppo concepita – spesso non volontariamente – per una fruizione veloce e superficiale.

Navigazione frettolosa e lettura super fast dei contenuti web

E sapete qual è il colmo? Che non solo spesso la navigazione e la lettura sono molto MOLTO frettolose, ma anche che altrettanto spesso condividiamo contenuti che per qualche motivo – spesso insondabile ed inspiegabile – ci hanno strappato un sorriso, suscitato un’emozione, o che abbiamo valutato velocemente come interessanti. Ma se fossimo a scuola ( :DDD), e chi ha condiviso un contenuto venisse, per così dire, “interrogato”, sul contenuto che ha poc’anzi condiviso, siamo davvero sicuri che sarebbe in grado di riferirlo nella sua completezza. Ve lo dico io: la risposta è no!

Riassumendo:

  1. L’attenzione ai contenuti è sempre scarsa;
  2. Il tempo trascorso nella lettura dei contenuti è sempre poco;
  3. Chi condivide i contenuti sui social spesso ha solamente letto il titolo, dato una “lettura veloce” e apprezzato l’immagine o le immagini.

Alla luce di queste osservazioni che riguardano tutti, ma proprio tutti noi, (presenti inclusi), vale la pena indicare qualche regola utile per redigere contenuti web che abbiano qualche chance di venire letti per qualche secondo in più degli 8-12 indicati dalle statistiche. 

Regole per scrivere per il web in modo efficace e soprattutto LEGGIBILE

  1. Dividere il testo in paragrafi: creare un’introduzione, una paragrafatura chiara con opportuni spazi, strutturare il contenuto grazie ad elenchi puntati o numerati, non è solo un’efficace strategia per eseguire un SEO manuale ben fatto, ma aiuta anche il lettore;
  2. Usare il grassetto in modo intelligente, per evidenziare i concetti utili e salienti;
  3. Usare uno stile consequenziale: accompagnate il vostro lettore nella lettura usando un filo logico. Non saltate di palo in frasca! Usate la logica.
  4. Evviva il dono della sintesi. Poche parole ma dette bene. Non lanciatevi in forme passive, sintassi ipotattiche e frasi così lunghe che non si capisce dove andranno a finire. Yoast, un noto plugin di WordPress per il SEO, vi avvertirà subito se vi avventurate il frasi particolarmente lunghe e tortuose. Ma imparerete presto a farlo anche da soli.
  5. Immagini belle come se piovesse! Il problema delle immagini e del loro copyright non è un affare da poco. Ma vi sono delle belle banche dati online dove troverete tante immagini di qualità pronte per essere comodamente scaricate e riutilizzate a piacimento.

Detto questo, il consiglio generale è…

Accontentare i motori va sempre bene, ma abbiate a cuore i vostri utenti!

 

 

Contenuti di qualità? Sì, grazie!

Ho scelto di affrontare l’argomento dei “contenuti di qualità” in apertura di questo magazine personale dedicato alla mia attività professionale di content specialist perché ritengo che vi siano alcuni punti da chiarire proprio in merito al tipo di professione che ho scelto di svolgere. Dico “ho scelto”, perché da sempre la scrittura è la mia passione, ed ho avuto la fortuna, ma anche, concedetemi, l’abilità, di trasformare questa inclinazione in una professione. Ma veniamo a noi. O meglio, a loro, i contenuti di qualità.

Contenuti di qualità. Ma per chi?

Quando si parla di contenuti di qualità, si parla di contenuti, ovvero testi, scritti con cognizione di causa. Chi li ha scritti lo ha fatto perché ha pensato al prima, al durante ed al dopo. Al senso che questo contenuti devono, dovevano e dovranno avere per qualcuno. Perché se è vero che verba volant e scripta manent, lo è ancor di più oggi, nell’era del digitale. Difficilmente un contenuto pubblicato sul web scomparirà nel nulla o cadrà nel dimenticatoio. Ecco perché scriverlo con cognizione di causa si rende più che mai necessario. “Eh, ma io risparmio perché il sito me l’ha scritto/tradotto/progettato mio cugino che è stato a Londra!” Buon per te! Sarà il tempo a darti le risposte…

Qualità, insomma, ma per chi? Per te che hai risparmiato? Per i tuoi utenti o potenziali clienti, che si sono trasformati (forse) in clienti “veri”? Per il motore di ricerca? Scegliere di non lasciare nulla al caso significa esattamente questo: scegliere la qualità per accontentare tutti: se stessi, i propri clienti presenti e futuri, e il motore di ricerca.

Quando un contenuto si può definire “di qualità?”

Il contenuto di qualità non è affatto un’entità misteriosa! In generale, il contenuto di qualità è un contenuto che

  1. riceve delle visite (non poche) che a loro volta possiamo definire di qualità;
  2. riceve delle visite interessate (i lettori si fermano il giusto tempo sulla pagina in questione o sul sito in questione e non se ne vanno via in fretta e in furia non appena individuata la risposta al suo intento di ricerca);
  3. ha ricevuto delle visite perché si è posizionato correttamente su Google (in prima pagina, perché no?);
  4. ha ricevuto delle visite perché è stato opportunamente condiviso e promosso sui social pertinenti;
  5. il cliente ha ricevuto dei contatti dagli utenti che hanno letto il contenuto (conversioni).

Ecco spiegata l’alchimia del “contenuto di qualità!

Affidarsi a chi scrive di professione e sa usare il linguaggio giusto e le tecniche corrette per soddisfare questi 5 intenti, è il primo passo per essere sicuri di proporre, sul proprio sito, sulla propria App e sui propri social, dei veri contenuti di qualità!